La sete d'Assoluto che porta alla Gmg

di Roberta Vinerba


I giovani sono merce appetibile. Inutile negarlo: tutto quello che deve essere venduto, dagli abiti ai telefonini, dall’alcool alla droga, è  confezionato perché possano esserne, i giovani, il volano per tutte le altre fasce d’età. Chi ha ormai valicato gli anta si affanna a fermare il tempo diventando, spesso, una ridicola caricatura di un giovanilismo che farebbe ridere se non facesse, in realtà, piangere. D’altro canto il tempo scorre e allora ecco che si apre l’altra grande fetta di mercato: quella dei vecchi (ma guai a chiamarli così… la vecchiaia non esiste più): pillole e carrucole per prolungare una improbabile virilità per illudersi di essere, ancora, giovani. Questi sono appetibili al mercato e dato che nel tempo del relativismo l’unico dio restato in piedi sembra essere questo, essere giovani significa diventare merce di scambio per altri beni di scambio.

GMG: non è una Woodstock cattolica

Autore: De Ponti, Claudio  Curatore: Leonardi, Enrico

Fonte: CulturaCattolica.it


Dal 1986 i giovani di tutto il mondo sono chiamati a partecipare alle “Giornate della gioventù” che ad anni alterni vengono celebrate, a livello locale, la Domenica delle Palme, e a livello mondiale con incontri nei vari continenti presieduti dal Papa. Sia per l’elevato numero dei partecipanti che per le problematiche sollevate nelle varie catechesi questi eventi, definiti da Giovanni Paolo II “provvidenziali momenti di sosta”, beneficiano solitamente di un’ampia copertura mediatica. Raramente cronisti e opinionisti riescono però a cogliere lo spirito autentico che li anima, spaziando da inutili trionfalismi a commenti fuorvianti caratterizzati dall’uso ricorrente del termine ”papaboys”.

Giornata Mondiale della Gioventù:

una scossa all’Europa

di Luca Marcolivio


Le aveva in mente sin dai primi giorni del suo pontificato e, quando ne parlò per la prima volta con la Curia Romana e con i suoi più stretti collaboratori, gli diedero del visionario. Una delle trovate più geniali del beato Giovanni Paolo II sono sicuramente le Giornate Mondiali della Gioventù, il cui successo è stato conseguito contro tutto e tutti. Pur cresciuto nel difficile contesto della chi esa perseguitata dai regimi comunisti, Karol Wojtyla, uomo dalla mente aperta e lungimirante, aveva afferrato al volo cosa succedeva al di qua del Muro di Berlino e, soprattutto, quali erano le inquietudini della gioventù occidentale alla fine degli anni ’70.

Con il Cammino Neocatecumenale a Madrid
di Giuseppe Gennarini

(responsabile del Cammino Neocatecumenale negli Stati Uniti)



ROMA, venerdì, 19 agosto 2011 (ZENIT.org).- “Io Giovanni Paolo,…successore di Pietro nella sede di Roma e Pastore della Chiesa universale, da Santiago grido con amore a te vecchia Europa: ritrova te stessa, riscopri le tue origini, ravviva le tue radici, torna a vivere dei valori autentici che hanno reso gloriosa la tua storia e benefica la tua presenza negli altri continenti…tu puoi essere ancora faro di civiltà e stimolo di progresso per il mondo".

Mai come oggi le parole gridate ventidue anni fa da Giovanni Paolo II a Finis Terrae, il lembo estremo del continente europeo, suonano attuali in questi giorni. L’Europa sembra sperduta, in preda ad una crisi profonda. Il relativismo culturale, propagandato da tanti come la più sicura ricetta per la pace sociale, si è  rivelato causa di enormi e continue conflittualità. I recenti disordini in Inghilterra hanno mostrato a tutto il mondo giovani disposti bruciare o ad uccidere per impossessarsi di un telefonino nuovo.

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