{"id":26109,"date":"2025-02-01T18:06:04","date_gmt":"2025-02-01T17:06:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.parrocchiasantanselmo.org\/?p=26109"},"modified":"2025-02-01T18:19:25","modified_gmt":"2025-02-01T17:19:25","slug":"testo-dei-due-incontri-di-catechesi-tenutosi-in-parrocchia-sul-giubileo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiasantanselmo.org\/?p=26109","title":{"rendered":"Testo dei due incontri di catechesi tenutosi in Parrocchia sul Giubileo"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"26109\" class=\"elementor elementor-26109\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-b6b0b20 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"b6b0b20\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-07b4ca5\" data-id=\"07b4ca5\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-07c4b3d elementor-widget elementor-widget-zegensectiontitle\" data-id=\"07c4b3d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"zegensectiontitle.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"section-title-wrapper\"><div class=\"title-wrap\"><h2 class=\"section-title\">Testo integrale delle due catechesi sul Giubileo:<\/h2><span class=\"sub-title\">Di seguito proponiamo il testo che il Parroco don Domenico ha tenuto in parrocchia nei giorni di venerd\u00ec 24 e 31 gennaio scorso:<\/span><span class=\"title-separator separator-border theme-color-bg\"><\/span><\/div><!-- .title-wrap --><div class=\"section-description\"><\/div><!-- .section-description --><\/div><!-- .section-title-wrapper -->\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b0ad9f7 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"b0ad9f7\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Introduzione:<\/strong><\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abSpes non confundit\u00bb, \u00abla speranza<strong>\u00a0<\/strong>non delude\u00bb (Rm\u00a05,5). Nel segno della speranza l\u2019apostolo Paolo infonde coraggio alla comunit\u00e0 cristiana di Roma. La speranza \u00e8 anche il messaggio centrale del prossimo Giubileo, che secondo antica tradizione il Papa indice ogni venticinque anni. <\/em><em>[\u2026] <\/em><em>Tutti sperano. Nel cuore di ogni persona \u00e8 racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene, pur non sapendo che cosa il domani porter\u00e0 con s\u00e9. L\u2019imprevedibilit\u00e0 del futuro, tuttavia, fa sorgere sentimenti a volte contrapposti: dalla fiducia al timore, dalla serenit\u00e0 allo sconforto, dalla certezza al dubbio. Incontriamo spesso persone sfiduciate, che guardano all\u2019avvenire con scetticismo e pessimismo, come se nulla potesse offrire loro felicit\u00e0. Possa il Giubileo essere per tutti occasione di rianimare la speranza. La Parola di Dio ci aiuta a trovarne le ragioni. Lasciamoci condurre da quanto l\u2019apostolo Paolo scrive proprio ai cristiani di Roma.<\/em><\/p><p style=\"text-align: justify;\">(Francesco, <em>Spes non Confundit 1<\/em>)<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Ges\u00f9 Cristo, il nostro unico Signore, e lo stesso ieri, oggi e sempre (Eb 13,8), sempre veniente e sempre intercessore per noi, nello Spirito Santo presso Dio Padre, \u00e8 il veniente nel giorno e nell\u2019ora che solo Dio conosce.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Per parlare di speranza, o meglio della virt\u00f9 della speranza, dobbiamo collegarci a questo evento futuro proprio perch\u00e9 questa \u00e8 la nostra fede. Noi celebriamo un anno giubilare non perch\u00e9 attendiamo un tempo nuovo, n\u00e9 un\u2019era nuova, attendiamo sempre e solo quel giorno che lui ci porter\u00e0 come vita eterna, come il regno di Dio. Nella trasfigurazione di questo mondo in cielo nuovo e terra nuova (Ap 21,1).<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Celebrare l\u2019anno giubilare, come vedremo meglio nel corso di questo primo incontro, \u00e8 dunque accogliere un tempo forte, quasi un tempo di esercizio spirituale nel senso che ci impegniamo con pi\u00f9 intensit\u00e0, tutti insieme ad accogliere la misericordia del Signore.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Giovanni Paolo II nella <em>Tertio millennio adveniente<\/em>, sosteneva che obiettivo del giubileo \u00e8 rinsaldare, rinnovare, rinforzare la fede \u00e9 quindi la vita cristiana, che \u00e8 la sola vera testimonianza a Cristo (Tma 42).<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Questo rimane l\u2019obiettivo del giubileo, nient\u2019altro, e noi tutti dobbiamo vigilare perch\u00e9 questa celebrazione non resti prigioniera della gigantesca macchina organizzativa messa in moto non diventi un enfatica celebrazione trionfale, non \u00e8 un periodo di affari, un periodo dove girano pi\u00f9 denaro e pi\u00f9 potere, ne tantomeno un anno scandito da celebrazioni eventi da calendario giubilare.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo invece renderci disponibili \u201ca un\u2019intensa esperienza di grazia e di speranza\u201c (SnC 6).<\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>Due coordinate: memoria e tempo:<\/em><\/strong><\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\">Noi celebriamo il giubileo per fare memoria della nascita di Ges\u00f9, la venuta di Dio in mezzo a noi 2000 anni fa, l&#8217;evento della Parola fatta carne, perch\u00e9 sappiamo che l&#8217;oblio, la dimenticanza incombe su di noi soprattutto in quest&#8217;epoca \u201csenza memoria\u201d, in cui appaiono nuove generazioni che i sociologi definiscono \u201cgenerazione senza memoria\u201d.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Il primo ingrediente direi, per celebrare bene il Giubileo dal punto di vista spirituale \u00e8 fare memoria dell&#8217;evento dell&#8217;incarnazione per gustare interiormente che Dio ci salva nella storia, nella nostra storia. La salvezza e qui e ora in cui siamo chiamati a sperimentare una nuova amicizia, una nuova alleanza con Dio.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Vivere il Giubileo dunque \u00e8 credere che tempo \u00e8 storia sono \u201cluogo teologico\u201d della salvezza. Papa Francesco ci ricorda ancora che questo Giubileo ci preparer\u00e0 a un&#8217;altro evento, quando nel 2033 saremo invitati a celebrare i 2000 anni della redenzione (Cf. SnC 6).<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;attuale cultura \u00e8 diventato difficile trasmettere la fede, anche a causa della mancanza di memoria, ma allora proprio il Giubileo pu\u00f2 essere occasione di ricordare: ricordare le meraviglie operate da Dio per noi, ricordare Ges\u00f9 Cristo uomo e Dio morto e risorto, ricordare la sua venuta finale per giudicare i vivi e i morti e per instaurare definitivamente il Regno.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Fare memoria insieme \u00e8 un modo di fare chiesa nella consapevolezza di essere stati amati e perdonati da Dio. Ecco perch\u00e9 il Giubileo non \u00e8 un evento mondano ma un evento biblico ed evangelico soprattutto.<\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Il messaggio della Scrittura sul Giubileo:<\/strong><\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cSiate santi, perch\u00e9 io, il Signore, vostro Dio, sono Santo\u201d (Lv 19,2). <\/em>Questo comando di Dio dice la vocazione alla santit\u00e0 del popolo d&#8217;Israele, \u00e8 l&#8217;invito ad assumere i tratti di Dio \u201csiate santi\u201d letteralmente significa \u201csiate altri\u201d, cio\u00e8 distinti dagli altri uomini non credenti, siate capaci di sottrarvi alla logica mondana che non vi permette di essere liberi e di vedere le realt\u00e0 invisibili e quindi di aderire e fare esperienza del Dio vivente.<\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>La santificazione del tempo: il sabato: primo livello<\/em><\/strong><\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\">Nel popolo d&#8217;Israele la santificazione \u00e8 scandita dal tempo. Il tempo e il luogo in cui l&#8217;uomo sperimenta l&#8217;alleanza e l&#8217;amicizia con Dio. L&#8217;Antico Testamento chiede innanzitutto di santificare il tempo dichiarando che Dio nella creazione a compimento dell&#8217;opera dei sei giorni, ha fatto santo il settimo giorno, il sabato (Gn 2,3).<\/p><p style=\"text-align: justify;\">La santificazione del tempo \u00e8 un atto inaugurato all&#8217;inizio della creazione da Dio stesso, Per questo la santificazione del tempo fa parte dei 10 comandamenti ed \u00e8 la condizione in cui l&#8217;uomo pu\u00f2 iniziare l&#8217;opera della sua propria santificazione. L&#8217;inserimento nel tempo di un giorno \u201caltro\u201d, distinto significa inserire nel tempo la dimora di Dio, significa anche l&#8217;essere consapevoli che il tempo ha un fine datogli da Dio e che la creazione tutta, nel suo vivere, contiene in s\u00e9 la promessa della pienezza, della salvezza totale. Per cui il giorno del sabato \u00e8 un memoriale di ci\u00f2 l&#8217;uomo \u00e8 destinato a vivere: la comunione con Dio. Per questo il tempo in Israele \u00e8 segnato dal tempo feriale e dal tempo \u201caltro\u201d.<\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>Il settimo anno, anno sabbatico: secondo livello<\/em><\/strong><\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\">Oltre a questo primo livello che riguarda il significato del tempo come luogo teologico, il settimo giorno c&#8217;era anche un secondo livello quello dell&#8217;anno sabbatico, cio\u00e8 il settimo anno. Nel libro dell\u2019Esodo al capitolo 21, 2-6 si chiede che il settimo anno ogni israelita schiavo riacquisti la libert\u00e0, al capitolo 23, 10-12 Si chiede di lasciare la terra incolta il settimo anno, di non lavorarla, perch\u00e9 ci sia riposo per essa stessa e per gli uomini, per gli animali e per ogni creatura. Il settimo anno \u00e8 percepito come anno della liberazione degli schiavi e come un lunghissimo sabato, un anno da vivere nel riposo dopo sei anni impegnati nella coltivazione della terra. (legislazione del IX \u2013 VIII sec. A.C.) Questa consuetudine di riposo agricolo acquistava un significato di solidariet\u00e0: durante l&#8217;anno sabbatico gli indigenti, i poveri, trovavano da mangiare potendo entrare nei campi e consumare i frutti che spontaneamente crescevano in quell&#8217;anno.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Successivamente, nel Deuteronomio (VII sec a.C.), Si chieder\u00e0 che l&#8217;anno sabbatico sia vissuto anche come anno di remissione dei debiti (Cf. Dt 15,1-18), Dunque un anno di liberazione da tutti i debiti contratti. Il debito poteva essere in danaro, oppure poteva implicare una prestazione di lavoro, allo scoccare del settimo anno risuonava per tutti l&#8217;ora della liberazione. L&#8217;anno sabbatico cos\u00ec diventa antidoto allo sfruttamento a motivo dei debiti permettendo cos\u00ec che \u00e8 un debito non potesse legare una persona per sempre, era un principio di libert\u00e0 e di fraterna solidariet\u00e0. In Dt 15,4 si legge: <em>\u201cNon ci sar\u00e0 nessun bisognoso tra di voi!\u201d <\/em>Anche perch\u00e9 il povero e il debitore era considerato un segno di infedelt\u00e0 dei credenti alla legge del Signore, segno di ingiustizia che contraddice la logica di comunione e di uguaglianza voluta da Dio. Dobbiamo dire che questo principio \u00e8 molto forte nello stile di vita delle prime comunit\u00e0 cristiane nata dalla Pentecoste. Nel libro degli atti degli apostoli la comunit\u00e0 cristiana \u00e8 raffigurata come moltitudine in cui non c&#8217;era nessun bisognoso perch\u00e9 tutti i beni erano distribuiti a ciascuno secondo il suo bisogno (Cf. At 4,32-35).<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Ma anche la legislazione del dopo esilio nel libro del Levitico (VI sec. A. C.) Emerge una rilettura dell\u2019anno sabatico in chiave di fede, c&#8217;\u00e8 un&#8217;espressione eloquente in Lv 25,6: <em>\u201cIl sabato stesso della terra vi nutrir\u00e0\u201d <\/em>Cio\u00e8 se voi attraverso l&#8217;osservanza dell\u2019anno sabbatico mettete fede in Dio, questo atto di fede vi nutrir\u00e0, sar\u00e0 per voi cibo!<\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>L\u2019anno giubilare: terzo livello<\/em><\/strong><\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\">Accanto alla legislazione dell&#8217;anno sabbatico del settimo anno come abbiamo visto, nel Levitico c&#8217;\u00e8 l&#8217;unica fonte riguardante l&#8217;anno giubilare, forse questo \u00e8 un tentativo di rendere pi\u00f9 incisiva ed efficace la normativa sull\u2019 anno sabbatico, conviene che leggiamo questa fonte per esteso:<\/p><p style=\"text-align: justify;\"><em><sup>8<\/sup><\/em><em>Conterai sette settimane di anni, cio\u00e8 sette volte sette anni; queste sette settimane di anni faranno un periodo di quarantanove anni.\u00a0<sup>9<\/sup>Al decimo giorno del settimo mese, farai echeggiare il suono del corno; nel giorno dell&#8217;espiazione farete echeggiare il corno per tutta la terra.\u00a0<sup>10<\/sup>Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nella terra per tutti i suoi abitanti. Sar\u00e0 per voi un giubileo; ognuno di voi torner\u00e0 nella sua propriet\u00e0 e nella sua famiglia.\u00a0<sup>11<\/sup>Il cinquantesimo anno sar\u00e0 per voi un giubileo; non farete n\u00e9 semina n\u00e9 mietitura di quanto i campi produrranno da s\u00e9, n\u00e9 farete la vendemmia delle vigne non potate.\u00a0<sup>12<\/sup>Poich\u00e9 \u00e8 un giubileo: esso sar\u00e0 per voi santo; potrete per\u00f2 mangiare il prodotto che daranno i campi.<\/em><\/p><p style=\"text-align: justify;\">In questo testo troviamo finalmente la parola \u201cgiubileo\u201d quasi come sinonimo di liberazione, liberazione delle persone, liberazione della terra, liberazione da ogni vincolo opprimente. \u00c8 la fine dell\u2019alienazione della terra, delle abitazioni, che devono ritornare, essere riscattate, e di nuovo appartenere a chi li aveva perse a causa di calamit\u00e0, disgrazia, indebitamento\u2026<\/p><p style=\"text-align: justify;\">possiamo benissimo intuire che il Giubileo vuole essere un memoriale dell&#8217;esodo, una prassi pasquale, l&#8217;anno del passaggio dalla schiavit\u00f9 alla libert\u00e0, dalle servit\u00f9 alienanti, al servizio di Dio, l&#8217;anno delle remissioni.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Il Giubileo dunque pone il principio del \u201cnon per sempre\u201d: lo schiavo ebreo non sar\u00e0 schiavo per sempre, ma soltanto fino al Giubileo la terra non si pu\u00f2 vendere per sempre, perch\u00e9 essa \u00e8 di Dio e Israele non ne ha la propriet\u00e0 ma solo il possesso dell&#8217;inquilino e del forestiero.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Ma questa dinamica di liberazione e di remissione che il Giubileo attua \u00e8 particolarmente evidenziata dalla sua collocazione nel contesto del giorno delle assoluzioni (<em>Yom Kippur), <\/em>giorno della remissione dei peccati. Anche qui come la schiavit\u00f9, l&#8217;essere debitori, l&#8217;essere peccatori non \u00e8 una condizione permanente, il peccato non ha l&#8217;ultima parola nella vita dell&#8217;uomo ma la misericordia di Dio. Dio \u00e8 capace di perdonare e rimettere i peccati e quindi di ridare un futuro a chi \u00e8 schiavo del proprio passato di peccatore.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Certamente possiamo domandarci una cosa, se questa legislazione sia davvero stata realmente realizzata nella prassi. Nessuna pagina dell&#8217;Antico Testamento testimonia effettivamente l&#8217;osservanza di questi precetti, Ma se non ci sono narrazioni di una prassi di tutto questo non \u00e8 detto che non sia stata praticata nella storia del popolo di Dio, ci\u00f2 che semplicemente non si narra non \u00e8 detto che non esista.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Nel libro di Neemia (5,1-13) \u00e8 testimoniata una richiesta nella logica giubilare a favore degli esiliati ritornati nella terra di Israele. Altra testimonianza viene dal libro dei Maccabei (fine II sec. a.C.).<\/p><p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso questi testi sul Giubileo mostrano la volont\u00e0 di Dio sulla vita del suo popolo e dichiarano quale sia l&#8217;ideale condizione di fedelt\u00e0 e di santit\u00e0 dei credenti: se i credenti vivono in questa logica giubilare allora sono santi come Dio \u00e8 Santo.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Il Giubileo e dunque attualizzazione e rinnovamento, dinamica di liberazione e di remissione, \u00e8 memoriale del primato di Dio che si \u00e8 manifestato a Israele come liberatore avendo eletto il suo popolo con la liberazione dalla terra della schiavit\u00f9.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Tre dimensioni emergono da questa breve analisi biblica:<\/p><ol style=\"text-align: justify;\"><li>La terra \u00e8 di Dio: per cui l&#8217;uomo \u00e8 invitato ad avere con la terra un rapporto di gratuit\u00e0 e non di possesso dove si sperimenta un primato di Dio sul lavoro e sulla produttivit\u00e0: \u00e8 Dio che manda avanti il mondo non \u00e8 l&#8217;uomo assolutizzando il suo lavoro e la sua attivit\u00e0.<\/li><li>Liberazione \u00e8 la volont\u00e0 di Dio: Il popolo di Dio \u00e8 innanzitutto un popolo di liberati, chiamati alla libert\u00e0 perch\u00e9 siano liberi. Da schiavi del faraone i figli di Israele sono diventati servi di Dio nella libert\u00e0 e nell&#8217;amore all&#8217;alleanza.<\/li><li>La remissione dei peccati: abbiamo visto come la legislazione riguardante il Giubileo \u00e8 strettamente connessa con la festa dello <em>Yom Kippur, <\/em>la festa dell&#8217;espiazione dei peccati. L&#8217;anno giubilare sta quindi nell&#8217;orizzonte della conversione, del ritorno a Dio. Il Giubileo e quindi l&#8217;anno in cui si proclama e si sperimenta la misericordia e l&#8217;amore di Dio che perdona e cancella ogni peccato.<\/li><\/ol><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Il giubileo nella vita ecclesiale<\/strong><\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\">Lo spirito \u00e8 l&#8217;ideale del Giubileo \u00e8 sempre stato presente nella fede di Israele non possiamo menzionare anche un testo importante del profeta Isaia:<\/p><p style=\"text-align: justify;\"><em><sup>1<\/sup><\/em><em>\u00a0Lo spirito del Signore Dio \u00e8 su di me,<br \/>perch\u00e9 il Signore mi ha consacrato con l&#8217;unzione;<br \/>mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,<br \/>a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,<br \/>a proclamare la libert\u00e0 degli schiavi,<br \/>la scarcerazione dei prigionieri,<br \/><sup>2<\/sup>a promulgare l&#8217;anno di grazia del Signore,<br \/>il giorno di vendetta del nostro Dio,<br \/>per consolare tutti gli afflitti, <\/em>(Is 61,1-2).<\/p><p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;anno giubilare diventa per il profeta Isaia, l&#8217;anno della grazia del Signore. Come sappiamo questa profezia \u00e8 stata interamente assunta da Ges\u00f9 nella sinagoga di Nazareth per annunciare il compimento della sua persona e l&#8217;inizio del suo ministero pubblico (Lc 4, 21).<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Ges\u00f9 ha ricevuto da Dio la missione di portare la salvezza, la liberazione agli uomini, e questa sua venuta apre l&#8217;anno di grazia del Signore.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Ges\u00f9, in questo inizio del suo ministero secondo Luca, esprime la sua missione utilizzando il \u201cregistro giubilare\u201d.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;oggi di Ges\u00f9 opera quella volont\u00e0 di Dio che si era espressa nella legislazione dell&#8217;anno giubilare. L&#8217;anno di grazia di cui menziona questo testo \u00e8 hanno ultimo, definitivo, valido una volta per sempre. \u00c8 il tempo che va dalla venuta nell&#8217;umanit\u00e0 del figlio di Dio fino alla sua gloriosa venuta alla fine della storia.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">E Ges\u00f9 stesso l&#8217;evento di liberazione di remissione dei peccati, della misericordia, della giustizia della libert\u00e0\u2026<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Il Giubileo e di fatto Il tempo della Chiesa, il tempo intermedio tra la prima e la seconda venuta. Potremmo dire cos\u00ec, \u00e8 Ges\u00f9 il nostro Giubileo, nella salvezza cristiana non ci sono pi\u00f9 n\u00e9 uno n\u00e9 due n\u00e9 diversi anni giubilari, \u00e8 sempre Giubileo questo tempo. Non esistono pi\u00f9 inizi di mesi salvifici, n\u00e9 altre ricorrenze cicliche, il Giubileo \u00e8 \u201cl\u2019oggi\u201d, Un oggi in cui Dio ci parla, in cui Dio stringe con noi alleanza soprattutto nell&#8217;Eucaristia centro della vita cristiana in cui \u00e8 effuso lo Spirito Santo che ci fa corpo di Cristo per Dio Padre.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Ci viene spontaneo una domanda: ma se questo nostro tempo che viviamo, il tempo della Chiesa, cio\u00e8 il tempo tra le due venute tra la prima e la seconda venuta di Cristo \u00e8 tutto un Giubileo, come mai nella chiesa \u00e8 entrata la prassi di celebrare un Giubileo?<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Per milletrecento anni la chiesa romana non ne ha sentito il bisogno, fino ad oggi le altre chiese cristiane ortodosse o della Riforma e le chiese cattoliche orientali non sono ricorsi a questa celebrazione e neppure ne hanno sentito il bisogno.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia questa celebrazione voluta dal successore Di Pietro a partire dal 1300 \u00e8 celebrazione legittima, \u00e8 celebrazione possibile, e deve essere un&#8217;occasione, un \u201ctempo forte\u201d per la conversione dei cristiani un rinnovato sforzo di ritorno al Signore. Poich\u00e9 noi uomini non siamo in grado di essere sempre nella vigilanza, sempre consapevoli del dono del Signore e seguire il Signore Ges\u00f9 di regola abbiamo bisogno di tempi forti, come la Quaresima, abbiamo bisogno di esercizi spirituali.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">E per questa esigenza che \u00e8 nato ed \u00e8 stato ancora voluto l&#8217;anno Santo giubilare, Un anno in cui siamo chiamati a rinnovare la consapevolezza dell&#8217;amore di Dio per l&#8217;uomo e fare esperienza di un ritorno pi\u00f9 profondo e pi\u00f9 autentico a lui e al Vangelo di Cristo.<\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Secondo incontro: <em>La speranza non delude<\/em><\/strong> (Rm 5,5)<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cGiustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo. per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l\u2019accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. [\u2026] La speranza poi non delude, perch\u00e9 l&#8217;amore di Dio \u00e8 stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci \u00e8 stato dato\u201d<\/em> (Rm 5, 12.5).<\/p><p style=\"text-align: justify;\">La Speranza come la gioia, pu\u00f2 essere mossa da certezze umane o da certezze evangeliche, infatti noi spesso speriamo e gioiamo per delle motivazioni umane, si gioisce per una promozione al lavoro, per la vincita della squadra del cuore, ecc. Sono gioie legittime anche buone, ma non sono legate a qualcosa di profondo.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Spesso come la gioia, speriamo perch\u00e9 siamo sicuri di riuscire in un progetto di vita in quanto confidiamo nelle nostre capacit\u00e0 umane ma quando i nostri progetti non si realizzano secondo le nostre aspettative \u2013 e spesso facciamo o abbiamo fatto tutti questa esperienza \u2013 andiamo in crisi, cominciamo ad avere paura del futuro, esso ci sembra nebuloso, misterioso. Passiamo dalla certezza al dubbio, dalla fiducia al timore, guardiamo l\u2019avvenire con scetticismo e pessimismo.<\/p><p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cLa speranza non delude\u2026\u201d<\/em> L\u2019Apostolo Paolo ci fa capire che la speranza ha un fondamento ben concreto, speriamo perch\u00e9 l\u2019amore di Dio \u00e8 stato riversato nei nostri cuori in forza dello Spirito Santo ricevuto.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Nel capitolo 5 della lettera ai romani di San Paolo, i verbi sono alla prima persona plurale. Coinvolgono direttamente i cristiani e Paolo stesso, il soggetto quindi resta l&#8217;unico popolo dei credenti. \u00c8 un invito ad avere fiducia totale in Dio che sa volgere in bene anche le situazioni negative grazie alla trasformazione portata nella storia da Ges\u00f9 Cristo. Paolo ci mette nella consapevolezza che siamo figli di un&#8217;epoca nuova siamo stati giustificati, e riconciliati perch\u00e9 Cristo mor\u00ec per noi. In base a questo status, di conseguenza le realt\u00e0 future sono mosse dalla virt\u00f9 della speranza che si poggia sulla certezza che saremo salvati. La grazia \u00e8 una situazione presente, la gloria \u00e8 una situazione futura. Gi\u00e0 gratuitamente amati, saremo glorificati. La pace e la grazia, gi\u00e0 presenti oggi nell&#8217;esperienza cristiana, rendono salda la speranza della gloria.<\/p><p style=\"text-align: justify;\"><em>Siamo ormai abituati<\/em> a <em>volere tutto e subito in un mondo dove la fretta diventa una costante<\/em> (SnC 4), viviamo in un mondo in cui la logica dell\u2019immediato pervade nella nostra quotidianit\u00e0, perdiamo il gusto e il valore del saper attendere, la mancanza di pazienza infatti atrofizza la speranza come virt\u00f9 teologale animata dalla grazia del dono dello Spirito che abbiamo ricevuto nel Battesimo, come ci insegna Paolo.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">La speranza umana \u00e8 spesso ingannevole: vuoi perch\u00e9 il suo fondamento e traballante, vuoi perch\u00e9 l&#8217;oggetto che si spera e inconsistente. La speranza cristiana \u00e8 diversa perch\u00e9 il suo fondamento \u00e8 l&#8217;amore gratuito di Dio e questo fondamento \u00e8 gi\u00e0 ora, anche se ancora come anticipazione e non in pienezza. Ma questa anticipazione muove la speranza.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Possiamo trovare nel vangelo un\u2019icona come antitesi di questa mentalit\u00e0, il testo \u00e8 Lc 1,39-45:<\/p><p style=\"text-align: justify;\"><em><sup>39<\/sup>In quei giorni Maria si alz\u00f2 e and\u00f2 in fretta verso la regione montuosa, in una citt\u00e0 di Giuda.\u00a0<sup>40<\/sup>Entrata nella casa di Zaccaria, salut\u00f2 Elisabetta.\u00a0<sup>41<\/sup>Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussult\u00f2 nel suo grembo.\u00a0Elisabetta fu colmata di Spirito Santo\u00a0<sup>42<\/sup>ed esclam\u00f2 a gran voce: \u00abBenedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!\u00a0<sup>43<\/sup>A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?\u00a0<sup>44<\/sup>Ecco, appena il tuo saluto \u00e8 giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo.\u00a0<sup>45<\/sup>E beata colei che ha creduto nell&#8217;adempimento di ci\u00f2 che il Signore le ha detto\u00bb.<\/em><\/p><p style=\"text-align: justify;\">Maria ed Elisabetta donne dell\u2019attesa, della pazienza e della speranza perch\u00e9? Perch\u00e9 hanno creduto, Credere significa sentire la presenza di Dio dentro di noi, nella nostra esistenza, non c\u2019\u00e8 speranza senza fede. Celebrare il mistero del Natale \u00e8 questo: accogliere il Signore che vuole prendere dimora in noi.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Inoltre Maria \u00e8 l\u2019immagine della \u00abdonna nuova\u00bb, che si mette nella logica dell\u2019amore di Dio. La scena della visitazione, letta nel tempo dell\u2019avvento, ci aiuta ad entrare nel mistero cristiano del tempo. Dio verr\u00e0 a visitarci per la nostra salvezza. Maria \u00e8 l\u2019immagine della prima redenta dal Signore, colei che accoglie e dona il Figlio all\u2019umanit\u00e0.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">La Vergine sceglie la \u00abvia maestra del servizio\u00bb. Con sollecitudine Maria si reca presso Elisabetta per portare il suo aiuto! L\u2019incontro diventa un \u00abcanto di rivelazione\u00bb e di fede. <strong>Le due donne, immagini dell\u2019Antico e del Nuovo Testamento, sono in attesa di un compimento. Ci insegnano a \u00absaper aspettare\u00bb nella speranza del Dio che viene!<\/strong><\/p><p style=\"text-align: justify;\">Elisabetta profetizza il compimento del tempo. Nelle sue parole di saluto si cela tutto il mistero dell\u2019attesa compiuta! La maternit\u00e0 di Elisabetta \u00e8 il segno che rivela come la sterilit\u00e0 pu\u00f2 diventare fecondit\u00e0 secondo le promesse di Dio. Questo accade nella logica della fede: Elisabetta riconosce in Maria la presenza di Dio, incarnato nel suo grembo. Elisabetta celebra la beatitudine della fede.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Quali messaggi possono venire da questa pagina per il nostro \u00aboggi\u00bb? Si tratta di un testo di speranza, che nasce dal cuore di due madri che hanno detto \u00absi\u00bb a Dio.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Se vogliamo sperimentare la speranza come virt\u00f9 capace di guardare il mistero della nostra vita e ci\u00f2 che ci circonda in modo evangelico, dobbiamo, come Maria ed Elisabetta dire di \u201csi\u201d a Dio.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Dire di \u201csi\u201d a Dio \u00e8 l\u2019unica via per sperimentare la virt\u00f9 della speranza non come una consolazione effimera ma come certezza che la mia storia, Dio l\u2019ha assunta con la sua incarnazione ed \u00e8 diventata con la sua Pasqua, storia di salvezza, storia in cui porta con se uno sviluppo, una crescita che arriva a maturazione nella vita eterna e nella risurrezione futura.<\/p><p style=\"text-align: justify;\"><em>La speranza, insieme alla fede e alla carit\u00e0, forma il trittico delle \u201cvirt\u00f9 teologali\u201d, Che esprimono l&#8217;essenza della vita cristiana (Cfr. 1Cor 13,13; 1Ts 1,3). Nel loro dinamismo inscindibile, la speranza \u00e8 quella che, per cos\u00ec dire, imprime l&#8217;orientamento, indica la direzione e la finalit\u00e0 dell&#8217;esistenza credente\u201d <\/em>(SnC 18).<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Con queste parole, si esprime Papa Francesco nella bolla di indizione del Giubileo del 2025. Che riecheggia un po quello che ci siamo detti, ossia la speranza imprime un orientamento, una direzione verso un fine, anzi, verso il fine dell&#8217;esistenza cristiana, che \u00e8 la contemplazione eterna dell&#8217;amore di Dio nella vita eterna e nella risurrezione futura.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo bisogno di abbondare nella speranza ci ricorda Papa Francesco Per testimoniare in modo credibile e attraente la fede e l&#8217;amore che portiamo nel cuore.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 un fondamento del nostro sperare, tutta la Bibbia e soprattutto il nuovo testamento ci consegna questo fondamento, Il fondamento \u00e8 Cristo stesso, la sua amicizia, la sua umanit\u00e0 incarnata attraverso la quale ci consegna alla nostra umanit\u00e0 debole, la sua divinit\u00e0. Il nucleo fondamentale nello sperare in modo evangelico \u00e8 il Kerigma, Ges\u00f9 \u00e8 morto ed \u00e8 risorto per la nostra salvezza (1 Cor 15,3-5).<\/p><p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cCredo la vita eterna\u201d <\/em>Cos\u00ec professa la nostra fede e la speranza cristiana trova in queste parole un cardine fondamentale. La speranza \u00e8 la virt\u00f9 teologale per la quale desideriamo la vita eterna come nostra felicit\u00e0.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Il Concilio Vaticano II afferma: <em>\u201cSe manca la base religiosa e la speranza della vita eterna, la dignit\u00e0 umana viene lesa in maniera assai grave come si constata spesso al giorno d\u2019oggi, e gli enigmi della vita e della morte della colpa e del dolore rimangono senza soluzione, tanto che non di rado gli uomini sprofondano nella disperazione\u201d<\/em> (GS 14).<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Papa Francesco menzionando questo importante passaggio della <em>Gaudium et Spes <\/em>ci ricorda che noi, in virt\u00f9 della speranza nella quale siamo stati salvati, guardando al tempo che scorre, abbiamo la certezza che la storia dell&#8217;umanit\u00e0 e quella di ciascuno di noi non corrono verso un punto cieco o un baratro oscuro ma sono orientate all&#8217;incontro con il Signore della gloria. Viviamo dunque nell&#8217;attesa del suo ritorno e nella speranza di vivere per sempre in Lui: \u00e8 con questo spirito che facciamo nostra la commossa invocazione dei primi cristiani con la quale termina la Sacra Scrittura \u201cVieni, Signore Ges\u00f9\u201d (Ap 22,20; SnC 19).<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Ritornando a Maria ed Elisabetta, la scena evangelica ci da un altro spunto importante, soprattutto scorrendo i versi del magnificat di Mara immediatamente l\u2019incontro con Elisabetta.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Maria sa cogliere i segni di Dio nella storia, anche il Concilio Vaticano Secondo ci ha insegnato che noi cristiani, in virt\u00f9 dell\u2019esperienza di fede dobbiamo saper cogliere i \u201csegni dei tempi\u201d. Saper cogliere e soprattutto gustare nella vita al tanto bene \u00e8 presente nel mondo. Questi segni della presenza di Dio Papa Francesco ci ricorda che possono essere trasformati in \u201csegni di speranza\u201d (SnC 7).<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Cosa sono questi segni di speranza? Sono i desideri di bene, il desiderare dettato dai valori evangelici, il guardare il futuro con speranza.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Il primo segno di speranza si deve tradurre nel desiderare la pace nel mondo. Siamo forse ahim\u00e8 abituati a convivere con i vari focolai di guerra ancora accesi in tutto il mondo. Le notizie che ci vengono date su questo tema, forse perch\u00e9 talmente abituati ad esse, ci lasciano quasi indifferenti, ci siamo abituati, siamo un po rassegnati. Invece dovremmo desiderarlo come singoli e come comunit\u00e0.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Il desiderio di trasmettere la vita, altro segno di speranza, invece viviamo in un mondo, specialmente quello nostro occidentale, in cui si sperimenta la perdita del desiderio di trasmettere la vita a causa dei ritmi frenetici, del troppo timore verso il futuro, la mancanza di garanzie lavorative. In un mondo in cui la regola di vita ed \u00e8 dettata dal profitto anzich\u00e9 la cura delle relazioni.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Il Papa esorta le comunit\u00e0 credenti a coltivare questo desiderio, in quanto segno autentico di speranza (SnC 9), e segno autentico della gioia di vivere, parte integrante del progetto di Dio per l&#8217;umanit\u00e0 creata ad immagine e somiglianza Di Dio (Gen 1,26).\u00a0<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Sempre Papa Francesco ci esorta che nell&#8217;anno giubilare siamo chiamati ad essere segni di speranza per tanti fratelli e sorelle che vivono in condizioni di disagio, per esempio i detenuti privi della libert\u00e0. Sarebbe bello che nel Giubileo ci fossero iniziative e percorsi a dare speranza a queste persone.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Siamo chiamati a dare segni di speranza anche agli ammalati e agli anziani che si trovano in casa o in ospedale. Ricordiamoci, che le opere di misericordia sono anche opere di speranza (SnC 11).<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Disegni di speranza hanno bisogno anche i giovani, spesso nel mondo giovanile c&#8217;\u00e8 rabbia frustrazione incertezza verso il futuro, quando lo studio non offre sbocchi. Varie fragilit\u00e0 che trovano consolazioni effimere e false nelle droghe facendoli scivolare in baratri oscuri fino a spingerli a compiere gesti autodistruttivi. Il Giubileo e anche impegno a impedire tutto questo e a dare risposta con una rinnovata passione verso i ragazzi gli studenti, i fidanzati (SnC 12).<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Non potranno mancare segni di speranza, afferma papa francesco, nei riguardi dei migranti degli esuli, e profughi che abbandonano la loro terra in cerca di una vita migliore. La comunit\u00e0 cristiana sia sempre pronta a difendere il diritto dei pi\u00f9 deboli.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Speranza anche verso i poveri che spesso mancano del necessario per vivere, di fronte a diverse ondate di impoverimento. Il sostegno verso i poveri \u00e8 importante in un mondo dotato di molte risorse che non sono largamente condivise in modo equo.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Il Papa nella bolla di indizione del Giubileo 2025 ci d\u00e0 un po queste coordinate importanti. Lasciamoci attrarre dalla speranza e permettiamo che attraverso di noi cristiani diventi contagiosa per quanti la desiderano. Tutta la nostra vita possa essere un messaggio di speranza secondo il Salmo 27: <em>spera nel signore sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore (Sal 27,14).<\/em><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo integrale delle due catechesi sul Giubileo: Di seguito proponiamo il testo che il Parroco don Domenico ha tenuto in parrocchia nei giorni di venerd\u00ec 24 e 31 gennaio scorso: Introduzione: \u00abSpes non confundit\u00bb, \u00abla speranza\u00a0non delude\u00bb (Rm\u00a05,5). Nel segno della speranza l\u2019apostolo Paolo infonde coraggio alla comunit\u00e0 cristiana di Roma. 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