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Battesimo

BATTESIMO

Celebrazione del Battesimo dei bambini

I Battesimi sono amministrati in forma comunitaria in alcune domeniche nel corso dellanno, generalmente nella Celebrazione domenicale delle 10:00, oppure tutti i sabati dell’anno alle ore 11:45, tranne nel tempo di Quaresima. È necessario che i genitori dei battezzandi prendano contatto con il Parroco e concordino con lui gli incontri di preparazione e la data del Battesimo. Possono farlo telefonando oppure attraverso il modulo contatti nella sezione contatti del sito. 

LE PARTI COSTITUTIVE DEL BATTESIMO

C.E.I. “Rito del Battesimo dei Bambini”

Il rito del Battesimo si struttura in quattro parti: il rito di accoglienza, la liturgia della parola, la liturgia del sacramento e il rito di congedo.

Rito di Accoglienza

Il Rito di accoglienza si svolge all’ingresso della Chiesa, solitamente davanti la porta d’ingresso poiché tale sede risulta essere la più consona per esprimere, nel linguaggio dei segni liturgici, la condizione di coloro che stanno per entrare a far parte del corpo vivo della Chiesa.

Così la comunità cristiana con il suo pastore, accoglie il battezzato con i genitori, padrino e madrina e accogliendoli con gioia, desiderano condividere con loro la felicità del dono della vita che hanno ricevuto.

Il Sacerdote dopo averli accolti chiede loro quale nome danno al bambino…. Il tema del nome . Nelle sacre Scritture , l’imposizione del nome o il cambio del nome è uno dei modi con cui Dio riserva a se qualcuno per affidargli un compito o una missione in vista della realizzazione del suo progetto di salvezza.

Genesi 35,10 Dio gli disse:«Il tuo nome è Giacobbe.Non ti chiamerai più Giacobbe,ma Israele sarà il tuo nome».Così lo si chiamò Israele.

Il battesimo è un sacramento che si rivolge al singolo bambino , per questo ogni gesto viene introdotto dal suo nome proprio, durante il rito il nome viene ripetuto più volte a sancire l’amicizia personale tra il Creatore e la creatura.

Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome, tu mi appartieni…Isaia 43.2

La croce è il segno distintivo dei cristiani, essa rappresenta la vittoria di Gesù sulla morte. E’ il segno che esprime l’accoglienza da parte della comunità cristiana e la decisione dei genitori, del padrino e della madrina, di impegnarsi ad educare i bambini nella fede della chiesa.

1 1Pt 2,24 – “Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete state guariti”

Riflessione – Il Battesimo non’è un fatto privato, ma è un’evento che coinvolge tutta la Chiesa perché la famiglia di Dio si arricchisce di un nuovo membro, da amare, custodire affiancando i genitori con i padrino e la madrina per aiutarli a far crescere il loro figlio in età sapienza e grazia.

L’accoglienza è un’apertura: ciò che così viene ricevuto viene fatto entrare, in una casa, in un gruppo, in sé stessi. Accogliere vuol dire mettersi in gioco, chi accoglie rende partecipe di qualcosa di proprio, si offre, si spalanca verso l’altro diventando un tutt’uno con lui. Chi accoglie non attende, l’accoglienza non’è un atto statico ma bensì è dinamicità e slancio, predispone alla relazione ed alla comunione, chi accoglie sta a braccia spalancate perché proiettato verso l’incontro, non’è ricurvo su se stesso.

Gv 10.9 – Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo

Liturgia della parola

Entriamo ora nel 2°parte del rito del Battesimo con la celebrazione della Parola, premessa all’azione sacramentale, non c’è sacramento senza un momento di ascolto della Parola di Dio, è dall’annuncio della Parola che i primi catecumeni erano mossi a chiedere di aderire a Cristo. È la Parola che arriva fino alle parti più profonde ed intime dell’anima e produce quella conversione che portava i catecumeni ad un cammino di fede che culminava con il battesimo.

Marco 16,15-16 Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato

Seguirà l’omelia mediante la quale il sacerdote spezza la parola nel modo più adatto alle persone presenti. Dopo l’omelia seguirà la preghiera dei fedeli con la quale tutta la comunità intera prega per il battezzato, i genitori e i padrini ed anche per se stessa per essere in grado di accompagnare il cammino di fede del battezzato.

Seguirà l’invocazione dei santi, per chiedere aiuto a coloro che ci hanno preceduto, che sono riusciti a portare avanti il progetto di Dio, in virtù del 2 battesimo siamo figli di Dio e quindi santi, chiamati ad un cammino di santificazione che ha inizio il giorno del nostro battesimo.

La liturgia della Parola termina con l’orazione di esorcismo e con l’unzione prebattesimale mediante l’olio dei catecumeni. Olio dei catecumeni-Nella storia antica i gladiatori si cospargevano di un olio per sfuggire alle prese del nemico, così nel battesimo l’olio vuole essere simbolo di forza e coraggio contro il peccato e il male. Segni di salvezza e di fortificazione in Cristo, perché noi uomini possiamo vincere nella lotta contro il maligno e nel nostro quotidiano combattimento spirituale contro i peccati, i vizi, le passioni e le tentazioni che rischiano di sopraffarci. Cospargere un corpo con dell’olio è un gesto di profondo amore e cura che dovremmo volere l’un per l’altro.

Liturgia del sacramento

Questa è la parte fondamentale del rito del Battesimo: il sacerdote, benedetta l’acqua, prima di procedere con il battesimo invita i genitori ed i padrini a professare la propria rinuncia a Satana e la triplice professione di Fede in Dio Segue l’atto battesimale che si svolge alla fonte battesimale ci sarà il battesimo e si compie con la triplice immersione o infusione del battezzato nell’acqua accompagnata dalla formula sacramentale invocando la S.S. Trinità.

Riflessione Battesimo significa “immersione”, non c’è battesimo senza l’elemento dell’acqua che permette l’immersione o l’infusione. L’acqua rappresenta la vita, perché ogni essere vivente ha bisogno dell’acqua per vivere, ma allo stesso tempo rappresenta la morte perchè in essa noi uomini non potremmo sopravvivere; per questo nel rito del Battesimo moriamo nel peccato e rinasciamo a vita nuova. E’ il segno della purificazione e ciò che disseta

Sal 2 “Egli mi ha detto: “Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato”

Olio del sacro crisma- Con la rinascita battesimale dell’acqua, segue l’unzione del sacro crisma, quell’olio profumato consacrato dal Vescovo, dono dello Spirito Santo, elargito al nuovo battezzato. Egli è divenuto un cristiano , ossia unto di Spirito Santo, incorporato a Cristo, diventando così re sacerdote e profeta, vocazione di ogni cristiano.

Re: partecipi della regalità di Cristo ed alla sua sequela non per governare ma per servire;

Essere profeti in Cristo significa che, con il Battesimo, siamo coloro che indicano al mondo la salvezza, il profeta è colui che porta un messaggio e noi siamo chiamati a portare il messaggio di Gesù, il Vangelo, non solo a parole ma con le nostre azioni anche quando questo è scomodo.

Sacerdoti come Gesù che ha offerto la propria vita a Dio, così anche noi siamo chiamati ad offrire la nostra vita e a renderla sacra, avendo fede che non la perderemo, ma la realizzeremo in pienezza. Sacerdote è colui che fa da ponte tra Dio e gli uomini ed intercedere per gli uomini attraverso la preghiera

La veste bianca – viene consegnata al bambino ed è il vestito che dovrà indossare ogni giorno della sua vita: è l’abito dei giusti. Il bianco della veste significa che dopo aver perduto il peccato originale ora tutto deve esser proteso alla grazia. Per indossare un abito nuovo occorre lasciare quello vecchio, quello segnato dall’egoismo, dal peccato e per lasciarlo ci vuole impegno e coerenza al dono della vita nuova.

Gal 3.27 – Poiché quanti siete battezzati in Cristo siete rivestiti di Cristo”

La luce (la consegna del cero) – La candela che si accende dal cero pasquale simboleggia la luce di Cristo, e la sua risurrezione che cambia, illumina la vita degli uomini . Ma è anche un dono simbolico, quel dono della fede trasmesso al neobattezzato dai genitori, dai padrini, dalla comunità e dall’intera Chiesa, quella fiamma che va alimentata ogni giorno.

RiflessioneLa luce esclude l’oscurità, è espressione di forza, di calore, di speranza. Quando c’è luce possiamo vedere, orientarci, comunicare; permette l’incontro con l’altro, svela che non siamo soli. Il rischio, l’inganno più grande è quello di credere che possiamo vedere anche nelle tenebre, quando ci si adegua a quello che il mondo ci propone anche se è sbagliato…seguire il “così fan tutti”. La luce nel battesimo testimonia la vita: la vita come dono di Dio nella creazione, la vita come dono di Gesù nella Risurrezione. La luce è la presenza del Padre che ci invita a vivere da fratelli. La luce è quella del cero Pasquale , Luce di Cristo risorto che vivremo a Pasqua.

Gv 1,9 – “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo”

Rito dell’Effatà – Effatà è una parola antica che custodisce uno dei doni del Battesimo: l’apertura al mistero di Dio. Effatà significa “apriti”, ed è il ricordo della parola che Gesù rivolse al sordo muto per guarirlo, per questo il  sacerdote, durante il rito, tocca le orecchie e la labbra del bambino affinchè possa udire e proclamare la Parola di Dio

Mc 7,33-35 – “ Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse “Effatà”, cioè “Apriti!”.E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.”

Riflessionequel sordomuto, grazie all’intervento di Gesù, si aprì; prima era chiuso, isolato, per lui era molto difficile comunicare, la guarigione fu per lui un’apertura agli altri e al mondo. Un’apertura che, partendo dagli organi dell’udito e della parola, coinvolgeva tutta la sua persona e la sua vita: finalmente poteva comunicare e quindi relazionarsi in modo nuovo. La chiusura dell’uomo, il suo isolamento, non dipende solo dagli organi di senso. C’è una chiusura interiore, che riguarda il nucleo profondo della persona, quello che la Bibbia chiama il “cuore”. E’ questo che Gesù è venuto ad aprire , a liberare, per renderci capaci di vivere pienamente la relazione c on Dio e con gli altri.

Rito del congedo

Infine si va all’altare, per indicare la futura partecipazione all’Eucaristia, si dice la preghiera del Signore ( Il Padre nostro), con la quale i figli invocano il Padre che sta nei cieli, perché proprio con il battesimo possiamo chiamare Dio con il nome di “Papà”… Padre Nostro. La comunità prende di nuovo coscienza della bellezza e delle implicazioni di essere figli di Dio ; di fidarsi, di costruire insieme il regno di Dio, di perdonare e di chiedere perdono…..e tutto questo ci porta ad essere un noi che ci fa dire Padre nostro e non Padre mio.

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